cd retriever


E' un gatto robusto che non ha particolari problemi sanitari e non teme l'aria aperta e neppure il freddo, dal quale lo protegge la folta pelliccia e la spettacolare coda a pennacchio, che lo avvolge come un caldo mantello quando si acciambella per riposare. (Maine Coon brown tabby e bianco “Yankee Rose Franck Zappa” di Meier Eveline)











Il Maine Coon ha uno sviluppo fisico molto lento, occorre aspettare almeno fino ai quattro anni per osservarlo nel pieno sviluppo. Le femmine sono più piccole dei maschi, che possono raggiungere un peso medio di 9 kg, con soggetti di ben 13 kg. (Maine Coon silver tabby ch. i. “Real Coon’s Brigida” di Antonello Bardella)

Il gatto-procione del Maine.

La storia

Un rapido tour in una expo felina tra le file ordinate di gabbie, è sufficiente per farci scoprire un numero elevato di gatti dalla bellezza un po’ selvaggia, la taglia imponente e il pelo sontuoso: il Maine Coon.

Non ci sono dubbi: questo bel micione americano mette d’accordo tutti, quelli che nel gatto apprezzano soprattutto l’aspetto di animale indipendente e naturale, e quelli che invece gradiscono una morfologia che lo distingua dalle legioni di gatti comuni.

Il Maine Coon non passa certo inosservato, ma allo stesso tempo mantiene una certa aria da gatto che si è fatto da sé, soprattutto negli esemplari tigrati, addolcita però dal carattere socievole e affettuoso.

Persino il nome è una felice combinazione di originalità e pragmatismo: coon è il nome inglese dell’orsetto lavatore (chiamato anche procione o racoon in inglese), un animale di taglia simile, e dalla colorazione del pelo grigia a righe nere, con una simpatica e caratteristica mascherina.

Piuttosto che limitarsi a una vaga somiglianza tra i due, la fantasia popolare ha inventato una colorita leggenda, che lo vuole frutto di un amore impossibile tra un orsetto lavatore e un gatto. Una ipotesi altrettanto suggestiva e improbabile, lo vorrebbe diretto discendente dei gatti giunti in America sulle navi vichinghe. Secondo un'altra storia il capostipite della razza sarebbe il gatto di Maria Antonietta, spedito negli Stati Uniti per metterlo al sicuro dai rivoluzionarifrancesi.

Quello che è certo è che tra gli antenati delmoderno Maine Coon ci sono i gatti importati dall’Europa e dall’Asia nel nuovo continente dai coloni del 17esimo secolo. La selezione della razza inizia però molto più tardi, ed è probabilmente il risultato di accorti accoppiamenti tra il gatto comune americano, l'American Shorthair, e gatti a pelo lungo di tipo Angora, e di una certa selezione naturale, che ha favorito un gatto di grandi dimensioni e dal pelo semilungo e folto, due adattamenti al clima freddo e umido.

La razza è ben stabilizzata e diffusa già alla fine del 1800, al punto che alla prima esposizione di New York nel 1860 i Maine Coon sono la razza più rappresentata. Il numero di soggetti presentati e allevati declina però nei primi anni del 1900, quando il Maine Coon deve confrontarsi con lo spettacolare Persiano.

Negli anni Sessanta il Maine Coon recupera però il favore degli allevatori e del pubblico americano, e viene riconosciuto come razza ufficiale nel 1967 dal Canandian Cat Association; pochi anni dopo anche la CFA e la TICA ne ratificano lo standard.

Il carattere e lo standard >>