cd retriever


Per conquistare il diritto alla paternità, i maschi si affrontano in estenuanti guerre di nervi: si fissano minacciosi, si affondano a colpi di acuti e lamentosi miagolii, si studiano movendosi lenti e rigidi, senza perdere di vista l’avversario. Questi scontri ritualizzati possono degenerare in rissa, se nessuno dei due contendenti accetta di ritirarsi. Il risultato di una zuffa sono graffi e morsi che possono pericolosamente infettarsi. Proprio la tendenza a vagabondare alla ricerca di compagne e gli esiti delle lotte tra maschi sono tra le cause della maggiore mortalità tra i gatti maschi che non vengono sterilizzati.



Il maschio si avvicina alla femmina con un cauto approccio naso a naso, quindi passa ad ispezionare la regione genitale. Per analizzare la particelle odorose contenute nell’urina, che forniscono utili indicazioni sulla recettività della gatta, il maschio si esibisce nel Flehmen: intrappola e analizza i feromoni in un particolare organo, detto organo di Jacobson.



Maschi e femmine mantengono buoni rapporti, anche se neppure durante il periodo degli amori formano un legame di coppia. Il maschio, inoltre, non partecipa alla cura dei gattini: non ha nessuna certezza che siano figli suoi e non ha quindi interesse a investire preziose energie nella cucciolata.



La gatta può rifiutare il corteggiamento di un maschio anche durante il periodo di estro, accettando però di accoppiarsi con una altro pretendente. In questo modo esercita un antico diritto del sesso femminile: la scelta sessuale. Per conquistare la compagna, i maschi si affidano soprattutto sulla forza e l’esperienza, scacciando gli avversari, e insistendo nel corteggiamento senza scoraggiarsi per l’iniziale ritrosia della femmina.

GATTI IN AMORE.

I fari dell’auto illuminano due gemme fiammanti, immobili sul lato della strada. Il solito gatto dedito alla caccia notturna di topolini e rifiuti? Basta un’occhiata per accorgersi che il grosso gatto in questione sembra impegnato in un compito ben più serio e impegnativo: il pelo è arruffato, il corpo irrigidito, il bel muso contratto dalla tensione dello scontro. Qualche minuto ancora e i rumori della notte verranno sopraffatti da un cupo brontolio, e un grido tetro e lamentoso. Poco lontano c’è lo sfidante, che risponde alle provocazioni con miagolii, sguardi minacciosi e lenti spostamenti, pronto ad attaccare o a scappare se la situazione si mette male. Nascosta dalle ombre, la gatta osserva la scena, per nulla impressionata dal duello in corso.

LA STAGIONE DEGLI AMORI

I miagolii di guerra dei maschi sono un indizio inequivocabile della presenza di una femmina in calore: il loro significato è probabilmente quello di segnalare agli avversari la propria forza e tenacia, intimidendoli, anche se, a esclusivo vantaggio della femmina, finiscono per essere un rumoroso richiamo per ulteriori spasimanti.

E’ la stagione degli amori, una faccenda privata tra gatti, se si escludono questi sgraziati concerti notturni, e il mucchio di famelici gattini che ne deriveranno. Tra i gatti in libertà la femmina richiama numerosi pretendenti prima di essere disponibile ad accoppiarsi, comunicando l’avvicinarsi dell’estro grazie a particolari sostanze odorose contenute nell’urina e con il proprio comportamento: miagola insistentemente, è più attiva, si struscia in continuazione contro gli oggetti e le persone di casa, si rotola a terra. Quando viene accarezzata sul dorso assume una caratteristica posizione, detta lordosi, per avvertire che è pronta ad accoppiarsi: si accuccia a terra, con le zampe piegate a sfinge, e solleva il posteriore, spostando di lato la coda.

L'ACCOPPIAMENTO

Nonostante la domesticazione, per il gatto la riproduzione è rimasta per secoli un affare strettamente privato, diversamente dagli altri animali domestici, che hanno usufruito di efficienti balie umane. Anche se è amato e apprezzato per la sua bellezza e la compagnia, il gatto non rappresenta infatti un bene di valore, e per l’uomo è risultato molto più conveniente occuparsi dei gattini sopravvissuti piuttosto che investire tempo ed energie nell’intera cucciolata. Questa situazione si è modificata negli ultimi decenni, sia perché il gatto è diventato molto più casalingo, confinato tra le pareti di casa, sia per la selezione di pregiati mici di razza.

La gatta, soprattutto se vive in casa, può riprodursi in qualsiasi periodo dell’anno, e, se non rimane gravida, può continuare ad andare in calore più o meno ogni tre settimane. Il periodo in cui la gatta è recettiva, detto estro, dura circa 5-6 giorni. I primi approcci dei maschi vengono scoraggiati con soffiate e unghiate, che i più esperti sanno prevedere e schivare, tenendosi prudentemente a distanza.

Solo quando la femmina lo acconsente, assumendo la posizione di lordosi, avviene l’accoppiamento. Il tutto dura pochi istanti e termina bruscamente con la gatta che si rivolta contro il maschio. Durante i giorni di estro la femmina si accoppia più volte, anche con maschi diversi.

LA GESTAZIONE

La fine dell’estro può coincidere con l’inizio della gravidanza, ma è difficile stabilirlo nelle prime settimane: diventa evidente solo nelle ultime tre settimane, quando i gattini sono abbastanza grandi da modificare il profilo della madre, le mammelle si gonfiano di latte, la gatta tende riposare distesa su un lato.

La gestazione dura in media 65 giorni e negli ultimi giorni la gatta è irrequieta, cerca una tana adatta al parto e si lecca con maggiore frequenza le mammelle e il sottocoda. Nei gatti di casa il luogo scelto per il parto è spesso nella stanza della persona a cui l’animale è più affezionato, un armadio socchiuso, uno scatolone, se non addirittura il letto.