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La posizione trasversale del corpo con la colonna vertebrale incurvata, serve ad impressionare l'avversario; come anche il pelo ritto su coda e schiena serve a far sembrare il gatto più grosso e minaccioso. Dritto sulle zampe è pronto all'aggressione.
Ma le orecchie tirate indietro e la bocca serrata lo tradiscono: è evidente una certa tensione difensiva. In questa situazione infatti, il micio è combattuto fra l'impulso di aggredire e quello di difendersi.
Il gatto esibisce questo comportamento soprattutto quando è messo alle strette, spinto in un angolo da un avversario più forte e più grosso. Può trattarsi di un altro gatto come di un cane o di un uomo. Questa postura è comunque la più minacciosa che un gatto possa rivolgere ad un avversario.
Possiamo osservare questo comportamento anche nei gattini durante il gioco. In questa fase il giovane gattino esibisce i movimenti e le posture della caccia e della lotta, proprio come quando sarà adulto. Impara ad attaccare, a difendersi e a misurare la propria forza e quella dell'avversario. E tra veloci inseguimenti, agguati a sorpresa e lotte corpo a corpo ecco che compare la posizione della strega: "attento a te, ora sono davvero cattivo!".
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