cd retriever


I cani non amano la competizione diretta, soprattutto quando l’avversario è una persona adulta, troppo grande e forte per essere sfidata senza rischi. Quando ne hanno la possibilità, i cani preferiscono risolvere la questione in altro modo, impressionando con ringhi e minacce, andandosene, o rinunciando alla contesa, senza per questo comportarsi in modo sottomesso. Solo quando lo scontro diventa abbastanza serio, il cane è giovane o molto sottomesso, può scegliere di riportare pace e armonia con atteggiamenti di sottomissione e pacificazione evidenti. Il Pastore Tedesco osserva ansioso la mano che si allunga verso l’amato giocattolo, in evidente conflitto tra mollare la presa e tenersi il riccetto, a rischio di essere aggredito.




Quale dei due vi sembra il dominante? Ovviamente il maschio adulto Tervueren sulla destra, che esibisce la tipica postura dominante, e abbraccia il giovane Malinois per costringerlo a terra. Il tentativo di sottomissione forzata però incontra forti resistenze: il giovane allunga il muso in segno di pacificazione, ma contrasta il tentativo dell’adulto di schienarlo. Tra i due, potete scommetterci, ci sarà presto una questione gerarchica da risolvere.

COMANDO IO!

Volete far scendere il vostro cane dal divano, e vi trovate di fronte a un ostinato rifiuto, magari corredato da un cupo brontolio e dal muso che si arriccia in modo inquietante? Provate a chiamarlo ai giardinetti, e non vi degna neppure di uno sguardo? Ok, avete un problema, ma provate a vederla da un altro punto di vista: state sperimentando in prima persona gli effetti di un comportamento tipico degli animali sociali, la dominanza.

La gerarchia di dominanza, o dominanza, si manifesta proprio così: in uno scontro uno vince e l’altro perde (niente paura, non deve essere necessariamente il cane a vincere). Ma cos’è la dominanza? Si parla spesso di dominanza come se si trattasse di un aspetto del carattere del cane: Tobia è dominante, Lilli è sottomessa e così via.

Aggressività o dominanza?

Quello che di solito si intende è che il cane ha un temperamento aggressivo, che lo rende più predisposto a entrare in competizione diretta, e a vincere, con altri cani o con le persone. Alcune razze sono più portate a questo atteggiamento di altre, e in genere i maschi sono più aggressivi: tendono più spesso a provocare e a rispondere a uno scontro diretto delle femmine, che anche quando minacciano, tendono ad evitare di arrivare ai fatti. Il termine dominanza non si riferisce invece a una caratteristica del carattere, un cane non è dominante o sottomesso, ma alla relazione dell’animale con i propri simili e con l’uomo.

Lo stesso cane può avere atteggiamenti da dominante con voi, e scendere tranquillamente dal divano o tornare al richiamo quando glielo chiede qualcun altro. Il cane impara molto in fretta a valutare la forza e le debolezze di chi si trova davanti, e a comportarsi di conseguenza. Se pensa che siete poco autoritari, rimarrà tranquillamente sul divano; se non è sicuro delle vostre reazioni, proverà a resistere, e magari a minacciarvi un poco, scoprendo così se questa strategia gli garantisce dei vantaggi; se è sicuro che siete più forti di lui, e non temete di dimostrarlo, scenderà senza discutere. Se, infine, siete troppo aggressivi e dominanti, il cane scapperà via, o cercherà di prevenire la punizione attaccando per primo.

Si può comunque parlare di tendenza alla dominanza, a seconda della maggiore o minore pulsione dell’animale a conquistare e mantenere una posizione dominante.

La competizione diretta

Non si tratta ovviamente solo di sonnecchiare sui morbidi cuscini, ma più in generale di ottenere dei privilegi, e di fare quello che vuole, quando vuole, e come vuole. La competizione, sia con altri cani che con l’uomo, non è costante, ma intermittente, e può riguardare solo alcuni aspetti della vita sociale del cane. Alcuni sono molto possessivi sul cibo o sui giochi, e cercano di conquistare e difenderne il possesso. Altri lo sono sullo spazio, altri ancora sul contatto fisico, o sul prenderle le iniziative (chi dei due, lui o voi, ha deciso di andare verso il lampione, di volere le coccole, il giocattolo o un bocconcino, di NON tornare al richiamo?).

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