Perché si parla di addestramento gentile?
Perché non si costringe il cane a obbedire, e non lo si sgrida se disobbedisce. Laddestramento non avviene secondo una filosofia di io comando/tu obbedisci, ma attraverso la comunicazione con il cane, la comprensione, la collaborazione.
Che differenza cè tra i metodi tradizionali e il metodo gentile?
Nei metodi tradizionali il cane deve obbedire a un comando. Per evitare che faccia qualcosaltro (o che non faccia quello che gli è stato chiesto), viene controllato con il collare e il guinzaglio, manipolato, spinto, tirato o strattonato. Si usano strumenti come il guinzaglio, il collare, il collare a strangolo, a punte, elettrico. Nel metodo gentile il cane è SEMPRE LIBERO DI SCEGLIERE COSA FARE. Nel metodo gentile collare e guinzaglio non vengono mai usati, così come le punizioni, gli strattoni, la pressione fisica o psicologica.
Quali strumenti si usano nelleducazione gentile?
Lunico strumento è LA CAPACITA DEL CANE DI ASSOCIARE. Il cane impara ad associare il proprio comportamento a un rinforzo positivo (qualcosa che al cane piace, che il cane vuole ottenere), e quindi a uno stimolo condizionato. Il cane prima impara che sedersi gli permette di ottenere la pallina (o di uscire di casa o un boccone...). Quindi impara che sedersi quando qualcuno dice siedi gli permette di ottenere quello che vuole. E uno strumento di grande precisione e molto affidabile, se si sa come usarlo.
Il metodo gentile richiede tempi molto più lunghi delladdestramento tradizionale?
NO!!! Questa è una opinione comune, ed è assolutamente sbagliata. Pensate alla condotta al guinzaglio. Avete seguito un corso di educazione tradizionale, dove si usa il collare a strozzo e lo strattone? Provate a togliere collare e guinzaglio, a mettere il cane al piede, a dare il comando piede e partire. Il cane vi segue? Sta al piede? Con i metodi tradizionali passare dalla condotta al guinzaglio (con strattone) a quella libera richiede mesi di lavoro. Con il metodo gentile potete impostare una bella condotta al piede SENZA GUINZAGLIO dal primo giorno! Con il metodo gentile è il cane che vuole fare una certa cosa, non siete voi che dovete costringerlo.
Il metodo gentile mi permette di lavorare a tutti gli esercizi?
Si, assolutamente si. Anzi, con il metodi gentile potete lavorare anche ad esercizi che non potreste proprio costruire con i metodi tradizionali (come toccare un oggetto con il naso, o mostrare la lingua a comando!). Vi permette anche di lavorare in situazioni particolari: a distanza, con il cane libero, con un cane aggressivo o pauroso, che reagisce al contatto fisico e alla pressione psicologica. Con il metodo gentile infatti non cè manipolazione, non cè pressione.
Non posso sgridarlo o costringerlo, ma allora cosa posso fare se non mi obbedisce?
La prima cosa è chiederti perché il cane non ti ascolta: ha davvero capito il comando? E in condizione di eseguirlo? Anche se la risposta è si, nella maggior parte dei casi in realtà il cane non ha avuto il tempo e il modo per imparare a fare quello che gli chiedi, o a farlo in quelle condizioni. Nelleducazione gentile è molto importante capire che cosa hai costruito, e chiedere al cane solo quello che può darti. Se si lavora con attenzione e costanza, i risultati sono straordinari!
E vero che il metodo gentile funziona, ma fino a un certo punto. Se vuoi essere davvero sicuro, prima o poi devi fare capire al cane che deve obbedirti?
Un cane lavorato con la filosofia Obbedisci o altrimenti
ha paura di disobbedire. Non ha iniziativa, ma non per questo non ha scelta. La sua scelta però di solito è non fare assolutamente niente, o sedersi (o venire al piede o scappare, dipende quale comportamento gli da più sicurezza di non essere sgridato). Proprio questa paura può portarlo a sbagliare, se è in una situazione diversa da quella che conosce: un campo nuovo, ordini dati in modo diverso, attrezzi differenti. Senza i riferimenti abituali, il cane infatti perde sicurezza, non sa più cosa deve fare. Può diventare lento, fermarsi, annusare a terra, girare la testa. Sono segnali di calma: il cane li esibisce quando è in uno stato di stress. Con il metodo gentile il cane non ha nessun motivo per disobbedire: ha imparato che fare una certa cosa gli permette di ottenere un vantaggio. Non ha paura di sbagliare. Se proprio non capisce lesercizio, proverà a fare qualcosa, senza perdere fiducia in se stesso e nel conduttore.
Però il cane mi obbedisce sul campo, ma non a casa. Cosa devo fare?
Nelleducazione gentile è importante capire cosa è un CRITERIO. Se vuoi che il tuo cane si sieda, sedersi è il tuo primo criterio. Se vuoi che si sieda a comando, il comando è un altro criterio. Se vuoi che si sieda di fronte, in giardino, in città, a casa dei tuoi genitori, sono tutti criteri diversi. Quando si usa il metodo gentile, è importante lavorare a un criterio alla volta. Quando il cane lo capisce, si passa al criterio successivo. Se il cane si siede al campo, deve ancora imparare a sedersi a comando, e a sedersi in tante situazioni diverse. Questo vale per tutti i comportamenti.
Mi obbedisce sul campo, ma mi prende in giro in gara, cosa devo fare?
Con il metodo tradizionale, il cane impara che tutte le azioni non richieste (sbagliate) sono punite. In gara però fare qualcosa di diverso non porta a una punizione. Il cane impara così che in una certa situazione, la gara, può comportarsi anche in un altro modo, senza essere punito. Può non stare al piede, e non riceve lo strattone. Se non cè punizione però, il comportamento è quello giusto (è quello che gli è stato insegnato). Così quando sarà di nuovo in quella condizione, tenderà a ripeterlo. Sgridarlo di più in allenamento non funziona: le condizioni sono diverse. Un cane addestrato con il metodo gentile non ha paura di stare lontano durante la condotta, ma non ha neppure nessun motivo per starci. Ha imparato che stare vicino è il comportamento che gli permette di vincere il gioco, di ottenere quello che vuole. Se sta lontano, è solo perché non è ancora in grado di capire ed eseguire lesercizio in quelle condizioni.
Ma se il cane è libero di scegliere cosa fare, perché dovrebbe obbedirmi?
Sgridare e picchiare il cane, usare strumenti come il collare a punte e quello elettrico danno sicurezza solo al conduttore, che pensa di dover intervenire sul cane per correggerlo. Linsicurezza nasce proprio dalla paura che il cane disobbedisca, che faccia qualcosaltro. Con i metodi gentili è proprio il cane a voler fare una certa cosa, non è il conduttore che deve costringerlo. Come farà quello che gli chiedi, dipende solo da cosa hai costruito. Non puoi pretendere una bella condotta, se non hai lavorato per insegnare al cane tutti i criteri necessari. Il cane è sempre libero di scegliere: sta a te fare in modo che scelga proprio il comportamento che vuoi ottenere.
Il metodo gentile funziona per insegnare al cane nuovi esercizi, ma per eliminare i comportamenti sgraditi devo sgridarlo?
NO!!! Con la punizione, tutto quello che ottieni è inibire il cane in quel momento. Se ti salta addosso e lo sgridi, si allontana, ma non ha imparato a non saltare addosso. Se tira al guinzaglio e gli dai uno strattone, si ferma, ma non ha imparato a non tirare al guinzaglio. Devi sgridarlo ogni volta, perché se non viene sgridato ricomincia (ricordi? Un comportamento che non viene punito, funziona). Inoltre per riuscire a inibirlo, devi fargli molta impressione. Il rischio è di perdere la sua fiducia, di associare la punizione a qualcosa di sbagliato, di spaventarlo. Una delle principali cause di stress e di aggressività è proprio LA PAURA.
Cosa devo fare se voglio correggerlo con il metodo gentile?
Con i metodi gentili quello che puoi fare è insegnargli che quel comportamento non funziona: non gli permette di ottenere quello che vuole. Se tira al guinzaglio, non riesce ad arrivare dove vuole. Se salta addosso, non ottiene la pallina o la tua attenzione. Inoltre puoi anche insegnare al cane che cè un altro comportamento (o più di uno), che funziona meglio: stare con le zampe a terra o non tirare al guinzaglio. Un esempio: il cane salta e abbaia per uscire dal recinto. Puoi sgridarlo perché salta e abbaia (però tu sei fuori e lui è dentro). Oppure puoi aspettare che stia zitto e con 4 zampe a terra prima di aprire il box. Lassociazione è: prima sto zitto e fermo, prima esco dal box. Funziona!
Il metodo gentile funziona con i cani sottomessi, ma funziona anche con i cani dominanti?
Il metodo gentile non si basa sulla gerarchia (io comando, tu obbedisci). Si basa sullapprendimento (associare un comportamento a un rinforzo, insegnare al cane che ripetere un comportamento è vantaggioso). Funziona con tutti i cani. Anzi, con i cani dominanti funziona a meraviglia, perché permette di ottenere il controllo senza conflitti. Il trucco è semplice: vuoi la pallina? Il modo per averla è sederti. Il cane sceglie di obbedire perché è la strategia migliore per ottenere quello che vuole. Tutto questo senza stress, scontri e tensioni.
Al campo usano il metodo gentile: insegnano al cane a obbedire con un bocconcino. Quando però non ho il cibo in mano non mi obbedisce. Dovrò portarmi dei bocconi sempre dietro?
Il cibo è un rinforzo facile da usare. Piace a tutti i cani, si può dosare, è comodo da trasportare. Quando si inizia leducazione il cibo può essere usato per insegnare al cane un certo esercizio: se muovi la mano verso lalto, si siede. Se la muovi verso il basso, va a terra. Quando il cane ha imparato il movimento è importante però tirare fuori il bocconcino solo DOPO che il cane ha esibito il comportamento. Prima il cane si siede, poi ottiene il bocconcino. In questo modo impara a impegnarsi anche se non cè un bocconcino in vista. Il metodo migliore è associare il cibo a un rumore, il click metallico di un clicker, e usare il click per comunicare al cane quale comportamento verrà rinforzato (quale comportamento quindi gli permette di ottenere il bocconcino).